|
1)
Analisi del Decreto 19/8/2005 n. 192
2)
Energia e inquinamento ambientale
3)
La legge 10/91
4)
Norma UNI EN 10077-1
5)
Decreto attuativo art. 4 legge 10/91
6)
Considerazioni conclusive
1)
Analisi del
Decreto 19/8/2005 n. 192
Si
riportano i passi più interessanti del decreto per evidenziarne i
momenti di specifico interesse:
Art. 1
Finalità
1. Il
presente decreto stabilisce i criteri, le condizioni e le modalità per
migliorare le prestazioni energetiche degli edifici per limitare le
emissioni di gas serra secondo Kyoto e promuovere la competitività dei
comparti più avanzati attraverso lo sviluppo tecnologico.
2.…disciplina in particolare:
a)
la metodologia per calcolo delle prestazioni energetiche
integrate degli edifici;
b)
l’applicazione di requisiti minimi in materia di prestazioni
energetiche degli edifici;
c)
i criteri generali per la certificazione energetica degli
edifici;
e) esperti della certificazione
g)
la promozione dell’uso razionale dell’energia…
3. lo Stato, le regioni…avvalendosi di
meccanismi di raccordo e cooperazione, predispongono programmi:
a.
attuazione omogenea e coordinata della presente norma;
b.
sorveglianza dell’attuazione delle norme
d.
promozione dell’uso razionale dell’energia
Art. 3
Ambito di intervento
1. …si
applica agli edifici di nuova costruzione + ristrutturazioni di edifici
> 1000m² + ampliamenti > 20%;
2.
Sono escluse…
a)
beni culturali e del paesaggio;
b)
i fabbricati industriali, artigianali e agricoli non residenziali
quando vengono riscaldati con reflui di impianto;
c)
i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a
50 metri quadrati;
Art. 4
Adozione di criteri generali, di una metodologia
di calcolo e requisiti della prestazione energetica
1. entro
120 gg decreti…sono definiti:
a)
…le metodologie di calcolo e i requisiti minimi finalizzati al
contenimento dei consumi di energia e al raggiungimento degli obiettivi
di cui all’articolo 1…
b)
i criteri di prestazione energetica
c)
i requisiti dei professionisti
Art. 6
Certificazione energetica degli edifici
di nuova costruzione
1. Entro
un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, gli
edifici di nuova costruzione sono dotati, al termine della costruzione
medesima o in caso di compravendita o locazione ed a cura
rispettivamente del costruzione, del venditore o del locatore, di un
attestato di certificazione energetica…
2.
La certificazione per gli appartamenti di un condominio può
fondarsi…:
a)
su una certificazione comune dell’intero edificio…
b)
sulla valutazione di un altro appartamento rappresentativo dello
stesso condominio e della stessa tipologia.
3.
Nel caso di compravendita l’attestato di certificazione
energetica è consegnato all’acquirente dell’intero immobile o della
singola unità immobiliare in originale o copia autenticata.
5.
L’attestato relativo alla certificazione energetica ha una
validità temporale massima di dieci anni a partire dal suo rilascio, ed
è aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione che modifica la
prestazione energetica dell’edificio o dell’impianto.
6.
L’attestato di certificazione energetica comprende i dati
relativi all’efficienza energetica propri dell’edificio, i valori
vigenti a norma di legge e valori di riferimento, che consentono ai
cittadini di valutare e confrontare la prestazione energetica
dell’edificio ed inoltre i miglioramenti prevedibili per ottenere un
minore consumo energetico.
Art. 8
Relazione tecnica, accertamenti e ispezioni
2. La
conformità delle opere realizzate, rispetto al progetto e alla relazione
tecnica di cui al comma 1, deve essere asseverata tramite perizia
giurata del direttore dei lavori, e presentata al Comune di competenza
contestualmente alla dichiarazione di fine lavori. Il Comune dichiara
irricevibile la dichiarazione di fine lavori se la stessa non è
accompagnata dalla perizia giurata del direttore dei lavori.
Art. 11
Fino all’entrata in vigore dei decreti attuativi si applica quanto in
vigore per legge 10/91
Art. 15
Sanzioni
1. Il
progettista…è punito con la sanzione amministrativa pari al 30 per cento
della parcella….
2. …il
progettista che rilascia…certificazione energetica non veritieri è
punito con la sanzione…pari al 70 per cento della parcella…
3. Il
direttore dei lavori che…omette di presentare l’asseverazione di
conformità delle opere….è punito con la sanzione..pari al 50 per cento
della parcella…
4. Il
direttore dei lavori che…attesta falsamente la conformità delle opere…è
punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a 500 euro.
5. Il
proprietario …che non ottempera a quanto stabilito…è punito con la
sanzione…non inferiore a 500 euro e non superiore a 3000 euro.
6.
L’operatore incaricato del controllo e manutenzione…è punito con la
sanzione non inferiore a 1000 euro e non superiore a 6000 euro.
7. Il
costruttore che non consegna al proprietario, contestualmente
all’immobile, l’originale della certificazione energetica è punito con
la sanzione …non inferiore a 5000 euro e non superiore a 30000 euro.
Art. 16
Abrogazioni e disposizioni finali
1. Sono
abrogate le seguenti norme della legge 9 gennaio 1991, n. 10:
a)
l’articolo 4, commi 1 e 2; l’articolo 28, commi 3 e 4; l’articolo 29;
l’articolo 30; l’articolo 33, commi 1 e 2; l’articolo 34, comma 3.
2. Sono
abrogate le seguenti norme del decreto del Presidente della Repubblica
26 agosto 1993, n. 412:
a)
l’articolo 5, commi 1, 2 e 4; l’articolo 7, comma 7; l’articolo 8.
ALLEGATO C
REQUISITI DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA
DEGLI EDIFICI
1)
Fabbisogno di energia primaria
Tab. 1 - Valori limite per il fabbisogno
di energia primaria annuo per metro quadrato di superficie utile
dell’edificio espresso in kWh/m² anno
|
Rapporto di forma dell’edificio
S/V |
Zona climatica
|
|
A |
B |
|
C |
|
D |
|
E |
|
F |
|
fino a 600 GG |
a
601 GG |
a
900 GG |
a
901 GG |
a
1400 GG |
a
1401 GG |
a
2100 GG |
a
2101 GG |
a
3000 GG |
oltre 3000 GG |
|
≤ 0,2 |
10 |
10 |
15 |
15 |
25 |
25 |
40 |
40 |
55 |
55 |
|
≥ 0,9 |
45 |
45 |
60 |
60 |
85 |
85 |
110 |
110 |
145 |
145 |
I valori limite riportati in tabella 1
sono espressi in funzione della zona climatica, così come individuata
all’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto
1993, n. 412 e del rapporto di forma dell’edificio S/V, dove:
a)
S, espressa in metri quadrati, è la superficie che delimita verso
l’esterno (ovvero verso ambienti non dotati di impianto di
riscaldamento) il volume riscaldato V;
b)
V è il volume lordo, espresso in metri cubi, delle parti di
edificio riscaldate, definito dalle superfici che lo delimitano.
Per valori di S/V compresi
nell’intervallo 0,2 – 0,9 e, analogamente, per gradi giorno (GG)
intermedi ai limiti delle zone climatiche riportati in tabella si
procede mediante interpolazione lineare.
2)
Trasmittanza termica delle strutture verticali opache
|
Tabella 2. Valori limite
della trasmittanza termica U delle strutture verticali
opache espressa in (W/m²K) |
|
Zona climatica |
Dall’1 gennaio 2006
U
(W/m²K) |
Dall’1 gennaio 2009
U
(W/m²K) |
|
A |
0,85 |
0,72 |
|
B |
0,64 |
0,54 |
|
C |
0,57 |
0,46 |
|
D |
0,50 |
0,40 |
|
E |
0,46 |
0,37 |
|
F |
0,44 |
0,35 |
3)
Trasmittanza termica delle strutture orizzontali opache
|
Tabella 3. Valori limite
della trasmittanza termica U delle strutture orizzontali
opache espressa in (W/m²K) |
|
Zona climatica |
Dall’1 gennaio 2006
U
(W/m²K) |
Dall’1 gennaio 2009
U
(W/m²K) |
|
A |
0,80 |
0,68 |
|
B |
0,60 |
0,51 |
|
C |
0,55 |
0,44 |
|
D |
0,46 |
0,37 |
|
E |
0,43 |
0,34 |
|
F |
0,41 |
0,33 |
4)
Trasmittanza termica delle chiusure trasparenti
|
Tabella 4a. Valori limite
della trasmittanza termica U delle chiusure trasparenti
comprensive degli infissi espressa in (W/m²K) |
|
Zona climatica |
Dall’1 gennaio 2006
U
(W/m²K) |
Dall’1 gennaio 2009
U
(W/m²K) |
|
A |
5,5 |
5,0 |
|
B |
4,0 |
3,6 |
|
C |
3,3 |
3,0 |
|
D |
3,1 |
2,8 |
|
E |
2,8 |
2,5 |
|
F |
2,4 |
2,2 |
|
Tabella 4b. Valori limite
della trasmittanza centrale termica U dei vetri espressa in
(W/m²K) |
|
Zona climatica |
Dall’1 gennaio 2006
U
(W/m²K) |
Dall’1 gennaio 2009
U
(W/m²K) |
|
A |
5,0 |
5,0 |
|
B |
4,0 |
3,0 |
|
C |
3,0 |
2,3 |
|
D |
2,6 |
2,1 |
|
E |
2,4 |
1,9 |
|
F |
2,3 |
1,6 |
ALLEGATO D
PREDISPOSIZIONI PER L’INTEGRAZIONE DI
IMPIANTI SOLARI TERMICI E FOTOVOLTAICI NELLE COPERTURE DEGLI EDIFICI PER
L’ALLACCIO ALLE RETI DI TELERISCALDAMENTO
2. Deve
essere disponibile una superficie della copertura dell’edificio, o di
pertinenza dell’edificio, con le seguenti caratteristiche:
a)
orizzontale o esposta verso il quadrante Sud-Est Sud-Ovest per le pareti
inclinate;
b)
dimensione pari al 25% della superficie in pianta dell’edificio;
c) non
ombreggiata nei mesi più sfavoriti, gennaio – dicembre, da parti
dell’edificio stesso per più del 10% della superficie disponibile.
ALLEGATO E
Relazione tecnica di cui Art. 28 legge 10/91
6. Principali risultati dei calcoli
a)
Involucro edilizio e ricambi d’aria
Caratteristiche termiche dei componenti
finestrati dell’involucro edilizio
Confronto con i valori limite riportati
all’articolo 10 del decreto legislativo
Classe di permeabilità all’aria dei
serramenti esterni
Vedi allegati alla presente relazione
Attenuazione dei ponti termici
(provvedimenti e calcoli)
Numeri di ricambi d’aria (media nelle ore) –
specificare per le diverse zone
Portata d’aria di ricambio (G) solo nei casi
di ventilazione meccanica controllata m³/h
Portata dell’aria circolante attraverso
apparecchiature di recupero del calore disperso (solo se previste
dal progetto) m³/h
Rendimento termico delle apparecchiature di
recupero del calore disperso (solo se previste dal progetto)
c) Fabbisogno
annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale
Metodo di calcolo utilizzato (indicazione
obbligatoria)
Valore di
progetto
kW/m² · anno
Confronto con il valore limite riportato
all’art. 10 del decreto leg. kW/m² · anno
8.
Documentazione allegata
N. tabelle con
indicazione delle caratteristiche termiche, idrometriche e massa
efficace dei conponenti opachi dell’involucro edilizio
N. tabelle con
indicazione delle caratteristiche termiche dei componenti finestrati
dell’involucro edilizio e loro permeabilità all’aria.
10.
Dichiarazione di Rispondenza
Il sottoscritto,
iscritto a (indicare albo, ordine o collegio professionale di
appartenenza, nonché provincia, numero dell’iscrizione) essendo a
conoscenza delle sanzioni previste dall’articolo 15, commi 1 e 2,
del decreto legislativo di attuazione della direttiva 2002/91/CE
dichiara
sotto la propria
personale responsabilità che:
b) il
progetto relativo alle opere di cui sopra è rispondente alle
prescrizioni contenute del decreto attuativo della direttiva
2002/91/CE;
c) i
dati e le informazioni contenuti nella relazione tecnica sono
conformi a quanto contenuto o desumibile dagli elaborati
progettuali.
Data
Firma
ALLEGATO I
Regole valide nel periodo transitorio
1.
Nel caso di edifici di nuova costruzione…si procede alla
determinazione del fabbisogno annuo di energia primaria per la
climatizzazione invernale espresso in chilowattora per metro quadrato di
superficie utile dell’edificio (kWh/m² anno) e alla verifica che lo
stesso risulti inferiore ai valori riportati nella tabella 1 al punto 1
dell’allegato C al presente decreto.
2.
Nei casi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria,
previsti all’art. 3, comma 2 lettera c), numero 1, si applica quanto
previsto ai commi 6, 7 e 8.
6.
Per tutte le categorie di edifici…il valore della trasmittanza
termica (U) per le strutture opache verticali…deve essere inferiore o
uguale a quello riportato nella tabella 2 al punto 2 dell’allegato C al
presente decreto…
7. Per tutte le categorie di edifici…il valore
della trasmittanza termica (U) per le strutture opache orizzontali o
inclinate….deve essere inferiore o uguale a quello riportato in tabella
3 al punto 3 dell’allegato C…
8.Per tutte le categorie di edifici…il valore
massimo della trasmittanza (U) delle chiusure trasparenti, comprensive
dell’infisso, deve rispettare i limiti riportati nella tabella 4a, con
valore di trasmittanza centrale dei vetri inferiore o uguale ai limiti
riportati in tabella 4b, al punto 4 dell’allegato C…
9. Per gli edifici della categoria E1 da
realizzarsi in zona climatica C, D, E ed F il valore della trasmittanza
(U) del divisorio verticale tra alloggi o unità immobiliari confinanti
deve essere inferiore o uguale a 0,8 W/m²K.
10. …si procede alla verifica dell’assenza di
condensazioni superficiali e interstiziali delle pareti opache…
11.
Per tutte le categorie di edifici…al fine di limitare i
fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e di contenere la
temperatura interna degli ambienti, si procede a verificare:
a)
…schermatura delle superfici vetrate, esterni o interni, fissi o mobili,
tali da ridurre l’apporto di calore per irraggiamento solare, e che
siano efficaci;
b) che,
nelle zone climatiche A, B, C e D nelle località dove il valore medio
mensile sia maggiore o uguale a 250 W/m², la massa superficiale Ms
delle pareti opache, verticali, orizzontali e inclinate, così come
definita all’allegato A comma 18 sia superiore a 230 Kg/m²
…in alternativa, con l’utilizzo di tecnologie e
materiali innovativi che permettano di contenere le oscillazioni della
temperatura degli ambienti in funzione dell’andamento dell’irraggiamento
solare. In tal caso deve essere prodotta una adeguata documentazione e
certificazione dei materiali che ne attesti l’equivalenza con le
soluzioni tradizionali
14. Nel caso di edifici pubblici…è obbligatoria
l’installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua
calda sanitaria.
…in modo da coprire almeno il 50% del consumo
annuo di energia termica…
ESEMPIO DI ETICHETTA
Si riportano, per esempio, due modalità di
etichettatura energetica dell’edificio, facendo riferimento a nazioni
europee che hanno attuato la certificazione energetica ormai da alcuni
anni.

2) ENERGIA E INQUINAMENTO AMBIENTALE
La situazione generale
L’inquinamento atmosferico della nostra città raggiunge livelli così
elevati da essere segnalato non solo da strumenti sofisticati ma anche
dal semplice cittadino che vive e lavora quotidianamente.
L’incremento costante e continuo del
livello di inquinamento non viene tradotto però in azioni tali da
produrne una diminuzione sensibile. Questo accade solo con sistemi
coercitivi e impositivi attuati dalle pubbliche amministrazioni.
Le principali fonti sono identificate in
:
·
veicoli
·
impianti di riscaldamento
Sostenere che negli ultimi 20 anni di
storia della edilizia non siano stati evidenziati metodi e sistemi per
affrontare il risparmio energetico è senza dubbio avventato e irreale.
Le soluzioni, i materiali, i componenti
esistono e sono utilizzati con successo in molte situazioni più
all’estero che nel nostro Paese.
Nel 1991 è stato emessa la legge 10 con
la ferma intenzione di promuovere il risparmio energetico cercando di
colmare le lacune delle leggi precedenti. A sua volta oggi è stata
superata dal DL 192.
Alcuni strumenti importanti sono stati
emessi:
·
gli impianti e i relativi
componenti sono ben normati;
·
gli edifici devono essere
mantenuti a temperature massime definite;
·
un importante parco di
norme sui componenti e sul loro comportamento è stato emesso con uno
sforzo di armonizzazione a livello europeo;
·
ai progettisti è stato
imposto di redigere una relazione (più o meno comprensibile) da cui si
può dedurre il comportamento dell’edificio nelle diverse stagioni.
Il comportamento dei serramenti in
questo contesto influenza:
·
le finestre;
·
le porte finestre;
·
i sistemi di oscuramento
I serramenti possono essere realizzati
con i seguenti materiali:
·
legno
·
alluminio
·
PVC
·
Misti
·
Acciaio
Oggi il risparmio
energetico non è così legato solamente al risparmio di combustibile ma
sempre di più all’effetto sul clima e sull’ambiente.
Inoltre la posizione del serramento nel mercato
dell’edilizia è mutata profondamente. Il rapporto progettista-imprese,
imprese-utente non risponde ai canoni degli anni passati. Oggi è
necessario che la finestra sia certificata, esistano norme precise,
l’utente è più sicuro della scelta del materiale e della durata del
componente.
Il comportamento del
serramento
I disperdimenti di calore degli ambienti trovano tre vie principali
attraverso il serramento:
·
le infiltrazioni d’aria esterna, che deve venire riscaldata e/o
raffreddata;
·
la parte vetrata;
·
il telaio.
Ognuna di queste vie comporta problemi e sistemi di calcolo particolari.
Le caratteristiche di trasmissione termica dei materiali sono
individuate da due grandezze: la conducibilità termica (λ) e la
trasmittanza termica globale (U). La conducibilità termica λ ha la
dimensione di W/m K, vale a dire flusso energetico per unità di
lunghezza e per grado di temperatura di differenza tra due punti di un
corpo.
La trasmittanza termica o coefficiente di trasmissione termica globale,
U, è riferita a una lastra che separa due fluidi, ha la dimensione di
W/m2 K e fornisce la quantità di calore che viene trasmessa
attraverso l’unità di tempo.
Alcuni valori di U per materiali diversi sono riportati nella tabella
seguente:
TRASMITTANZA TERMICA
DI MATERIALI DIVERSI
|
MATERIALE DEI PROFILI |
TRASMITTANZA TERMICA
W/m2 K |
|
Legno
Alluminio senza taglio termico
Alluminio con taglio termico
PVC 1 camera
PVC 2-3 camere
Doppio vetro intercapedine aria 12 mm
Doppio vetro con film selettivo
Triplo intercapedine d’aria 12 mm
Vetro semplice |
1,5 – 1,6
5,2 – 5,8
2,9 – 3,9
2,4
1,6 – 1,9
3
1,7 – 2,1
2,1 – 2,2
4,5 |
Le infiltrazioni d’aria partecipano in maniera importante alle perdite
termiche di un serramento soprattutto se queste infiltrazioni sono
eccessive rispetto a quanto richiesto da un normale ricambio. Dal valore
Q di infiltrazione d’aria ricavabile dalla prova di permeabilità
all’aria si può calcolare la quantità di calore necessaria in kcal/k per
risaldare alla temperatura ambiente:
C = CP · δ · Q
·
(Ti – Te)
dove:
CP = calore specifico dell’aria
Q = portata di aria per infiltrazioni (m3)
δ = densità dell’aria
Ti – Te = differenza di temperatura fra aria esterna e interna
(CP
·δ
= 0,3 Kcal/m3)
Esiste un parametro che si addice a descrivere il fenomeno della
“permeabilità dell’involucro” definito da:
Q = C · A · Δ P
dove:
Q = portata volumetrica (m3/ή)
A = area dell’involucro considerato (m2)
Δ P = differenza di pressione (Pa)
n = esponente pari a circa 0,65
c = permeabilità (m3/h · m2)
Se venisse riferita al serramento, la relazione precedente verrebbe così
modificata:
Q = C
·
L · Δ
P
dove :
L = lunghezza dei giunti (m)
C = permeabilità del serramento (m3/h · m2)
Il valore di C è ottenibile direttamente con le prove di permeabilità
all’aria dei serramenti secondo la norma UNI 12207 con questi dati:
|
CLASSE |
PERMEABILITÀ A 100 Pa |
|
1 |
50 (m3/h · m2) |
|
2 |
27 |
|
3 |
9 |
|
4 |
3 |
Un singolare effetto della scarsa ventilazione degli ambiente è senza
dubbio la condensa superficiale, riscontrabile sia su pareti opache che
trasparenti; per queste ultime la condensa superficiale è riscontrabile
sia sul telaio che sulle vetrature.
Per definizione, la condensa superficiale si forma quando la temperatura
di una superficie a contatto con l’aria ambiente risulta minore o uguale
alla temperatura della rugiada delle condizioni termoigrometriche
interne.
La temperatura della superficie è funzione delle caratteristiche
termiche (conducibilità o trasmittanza) e della temperatura esterna.
In un serramento esterno la condensa superficiale può verificarsi sulla
superficie vetrata, sul telaio, oppure in corrispondenza
dell’accoppiamento fra telaio fisso e struttura muraria.
A fini progettuali, un secondo aspetto del serramento è rappresentato
dall’apporto solare attraverso un unico coefficiente (detto “fattore
solare”), da cui risulta:
Qs 01 = Fs
Sv Lt
dove:
Fs = fattore solare
Sv = area netta della superficie vetrata (m2)
Lt = flusso di radiazione totale incidente (W/m2)
I valori del fattore solare per il vetro in
commercio sono reperibili nella letteratura tecnica oppure nella
manualistica termotecnica. Considerazioni analoghe possono essere fatte
a proposito degli schermi, avendo ben presente che la protezione dello
schermo rispetto alla metratura influenza in maniera determinante le
prestazioni del sistema. Un ulteriore elemento da prendere in
considerazione è l’effetto della radiazione solare sulla conduzione nel
telaio.
3)
La legge 10/91
La legge 9 gennaio 1991 n. 10 “Norme per l’attuazione del Piano
Energetico Nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di
risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”,
rappresenta l’evoluzione della regolamentazione per effettuare i calcoli
di dispersione del calore degli edifici.
Con la legge 10/91 è stato introdotto il concetto molto importante che
la legge traccia la filosofia e le indicazioni generali del risparmio
energetico, i decreti attuativi contengono le cosiddette “regole
tecniche” e le norme UNI-CTI riportano le metodologie di calcolo
richieste.
Per quanto riguarda i decreti di applicazione della Legge 10/91, quelli
di maggiore interesse per il contenimento del consumo energetico degli
edifici sono:
·
il DPR 26/8/1993 n. 412 pubblicato sulla G.U. del 14/10/93
·
il DM 13/12/93 pubblicato sulla G.U. del 24/08/94
·
il DM 02/04/98 attuativo art. 32 “Certificazioni dei componenti e dei
materiali”
·
il DPR attuativo art. 4 comma 1 “Criteri tecnico-costruttivi e tipologie
per l’edilizia sovvenzionata e convenzionata, per l’edilizia pubblica e
privata, anche riguardo alla ristrutturazione degli edifici esistenti”
Decreto 27/7/2005
·
il DPR attuativo “Certificazione energetica degli edifici” Decreto
19/8/05 n. 192 che supera di fatto tutta la struttura della legge 10/91
Gli edifici verranno così classificati in base
al loro consumo di energia e saranno riconoscibili, energeticamente,
dalla classe di merito alla quale appartengono.
La legge 10/91, così come da precedente Legge 373/76, definisce una
“dotazione di calore disperdibile specifica” per ogni tipo di edificio,
in funzione della sua tipologia e ubicazione. Questa dotazione è
sufficiente a mantenere, all’interno dei locali riscaldati, la
temperatura massima sui 20°C, prevista per gli edifici residenziali e
assimilabili (uffici, scuole, ospedale, ecc.) e di 18°C per gli edifici
industriali e artigianali (artt. 3 e 4, DPR 26 agosto 1993 n. 412).
Gli impianti termici devono essere progettati in modo tale da garantire
un prefissato valore di “rendimento medio stagionale”, legato,
attraverso una formula logaritmica, alla potenziale utile nominale del
generatore.
Vengono inoltre introdotti dei parametri nuovi, come ad esempio il
Fabbisogno Energetico Normalizzato (F.E.N.) che verranno
dettagliatamente trattati di seguito.
È fatto obbligo al committente di presentare al
Comune una documentazione che dimostri la rispondenza del progetto a
quanto previsto dalla legge.
La normativa UNI e CEN
Le norme vengono studiate, realizzate ed emesse
oggi da enti nazionali (per l’Italia l’UNI) e da enti europei (il CEN).
Nella prassi usuale, quando viene affrontata una
norma europea, questa va a sostituire quella nazionale ottenendo così
che tutti i paesi membri della CE si ritroveranno con un parco norme
identiche.
Ciò indica anche che le diverse procedure di
qualificazione dei prodotti saranno riferite a norme identiche con
maggiore facilità di mutuo riconoscimento fra i diversi istituti di
certificazione operanti in Europa.
Le principali norme a cui deve fare riferimento
un progettista o un serramentista devono essere le seguenti:
UNI EN 12207 Classificazione per la
permeabilità all’aria
UNI EN 10077-1 Calcolo trasmittanza termica di
finestre
UNI 8066 Stima consumi combustibile
UNI 10344 Calcolo fabbisogno di
energia
EN 13125 Calcolo resistenza
addizionale di sistemi oscuranti
EN 12412 Prova sperimentale con camera calda per la
trasmittanza termica di finestre, porte, oscuranti + cassonetti.
Ad integrazione di quanto prima si riporta lo
strumento di base per analizzare le interazioni fra consumi di energia e
serramento esterno:
1. norma
UNI EN 10077-1, trasmittanza termica finestre.
4)
Norma UNI EN 10077-1
Prestazione termica di finestre, porte e
chiusure
Metodo semplificato
La norma specifica i metodi di calcolo della
trasmittanza termica di finestre e porte costituite da vetrate o
pannelli opachi inseriti in telai con o senza chiusure.
Essa si applica a:
-
diversi tipi di vetrate (vetri o plastiche; vetrate singole o
multiple con o senza rivestimenti bassa remissività, con intercapedini
riempite di aria o altri gas);
-
diversi tipi di telai (di legno, di plastica, di metallo con o senza
taglio termico, di metallo con connessioni puntiformi o qualsiasi altra
combinazione di materiale);
-
dove appropriato, la resistenza termica aggiuntiva dovuta a chiusure di
diverso tipo, in funzione della loro permeabilità all’aria.
La norma non si applica alle facciate continue e
alle strutture di vetro che non siano inserite in un telaio. Sono
esclusi anche i lucernari (a causa della complessità geometrica delle
sezioni del telaio).
Relazioni nazionali: la presente norma
sostituisce la UNI 10345:1993
Relazioni internazionali: = EN ISO 10077-1:2000
(= ISO 10077-1:2000)
La presente norma è la versione ufficiale in
lingua italiana della norma europea EN ISO 10077-1 (edizione luglio
2000).
Calcolo della trasmittanza termica
Finestre
Finestre singole
Schematizzazione di una finestra singola
Legenda:
1
telaio fisso
2
telaio mobile
3
vetrata (singola o multipla)
La trasmittanza termica di una finestra
singola UW deve essere calcolata utilizzando l’equazione (1):
UW = AgUg
+ AfUf + Ig
Ψg
dove:
Ug è la trasmittanza
termica della vetrata
Uf è la trasmittanza
termica del telaio
Ψg
è la trasmittanza termica lineare dovuta agli effetti termici combianti
della vetrata, del distanziatore e del telaio
e gli altri simboli sono definiti in 4.
Nel caso di vetrata singola l’ultimo
termine del numeratore nell’equazione (1) deve essere posto pari a zero
(nessun effetto del distanziatore) poiché ogni correzione è
trascurabile.
Quando vengono utilizzati dei pannelli
opachi al posto di alcune delle vetrate UW è calcolato come
segue:
UW
= AgUg + ApUp+
AfUf + Ig
Ψg+
Ip
Ψp
Ag
+ Ap + Af
dove:
Up
è la trasmittanza termica del/dei pannello/i opaco/opachi
Ψp
è la trasmittanza termica lineare del/dei pannello/i opaco/opachi
Se il pannello opaco presenta dei ponti
termici di bordo a causa di un distanziatore meno isolante, tale effetto
di interruzione deve essere tenuto in considerazione nello stesso modo
utilizzato per le vetrate; altrimenti
Ψp
= 0
APPENDICE
A
Resistenze termiche superficiali interne
ed esterne
I seguenti valori delle resistenze
superficiali Rse e Rsi devono essere utilizzati
per le superfici interne ed esterne di vetrate con remissività
caratteristiche normali (≥ 0,8).
Prospetto
A.1
|
Posizione della finestra |
Interno Rsi
m²·K/W |
Esterno Rse
m²·K/W |
|
Verticali o con un angolo di inclinazione
rispetto all’orizzontale α della vetrata
compresa tra 90° ≥ α ≥ 60° |
0,13 |
0,04 |
Il valore di Rsi in casi
speciali, come per esempio una lastra interna con rivestimento bassa
remissività sulla facciata esterna, può essere calcolato con la EN 673.
APPENDICE
B (informativa)
Conduttività termica del vetro
In mancanza di informazioni specifiche,
per il vetro dovrebbe essere utilizzato il valore λ = 1,0 W/(m·k)
Resistenza termica di intercapedini
d’aria tra vetrate e trasmittanza termica di vetrate accoppiate o doppie
Il prospetto C.1 indica alcuni dei
valori della resistenza termica Rs di intercapedini d’aria
per vetrate doppie, calcolata in conformità con la EN 673. I dati si
applicano a:
-
finestre verticali o con angolo di inclinazione a rispetto
all’orizzontale della vetrata compresa tra 90° ≥ α ≥ 60°;
-
intercapedini riempite con aria;
-
con entrambe le facciate senza trattamenti superficiali o con
solo una faccia con uno strato a bassa remissività;
-
una temperatura media della vetrata di 283 K e una differenza di
temperatura di 15 K tra le due superfici più esterne della vetrata.
Per le vetrate
triple dovrebbe essere utilizzata la procedura della EN 673.
Prospetto C.1
Resistenza
termica Rs di intercapedini d’aria non ventilate, in m²·K/W,
per finestre doppie e accoppiate
|
Spessore
dell’intercapedine
d’aria
mm |
Una sola superficie trattata
con
emissività normale di
0,1 0,2 0,4 0,8 |
Entrambe le superfici
non trattate |
|
6 |
0,211 |
0,190 |
0,163 |
0,132 |
0,127 |
|
9 |
0,298 |
0,259 |
0,211 |
0,162 |
0,154 |
|
12 |
0,376 |
0,316 |
0,247 |
0,182 |
0,173 |
|
15 |
0,446 |
0,363 |
0,276 |
0,197 |
0,186 |
|
50 |
0,406 |
0,335 |
0,260 |
0,189 |
0,179 |
|
100 |
0,376 |
0,315 |
0,247 |
0,182 |
0,173 |
|
300 |
0,333 |
0,284 |
0,228 |
0,171 |
0,163 |
Per intercapedini
d’aria ampie, come in doppie finestre o doppie porte, il calcolo in
conformità con la EN 673 non porta a risultati corretti. Pertanto in
questi casi dovrebbero essere utilizzati metodi di calcolo o misurazioni
più sofisticati.
Il prospetto C.2
fornisce i valori della trasmittanza termica Ug di
doppie e triple vetrate riempite con differenti gas in conformità con
la EN 673. I valori di trasmittanza termica nel prospetto si
riferiscono alle remissività e alle concentrazioni di gas date. Per
vetrate singole l’emissività e/o la concentrazione dei gas può variare
con il tempo. Procedure per la valutazione dell’effetto
dell’invecchiamento sulle proprietà termiche delle singole vetrate
contenute nella EN 1279-1 e EN 1279-3.
Prospetto C.2
Trasmittanza
termica Ug di vetrate doppie e triple riempite con
differenti gas
Vetrata
Normale in mm |
Tipo di gas nell’intercapedine
(concentrazione del gas ≥90%)
Aria Argon Krypton SF6
|
|
Doppie
vetrate |
Vetri senza
trattamento
superficiale
(vetro
normale) |
0,89 |
4-6-4 |
3,3 |
3,0 |
2,8 |
3,0 |
|
4-9-4 |
3,0 |
2,8 |
2,6 |
3,1 |
|
4-12-4 |
2,9 |
2,7 |
2,6 |
3,1 |
|
4-15-4 |
2,7 |
2,6 |
2,6 |
3,1 |
|
4-20-4 |
2,7 |
2,6 |
2,6 |
3,1 |
|
Una lastra
con
trattamento
superficiale |
≤0,4 |
4-6-4 |
2,9 |
2,6 |
2,2 |
2,6 |
|
4-9-4 |
2,6 |
2,3 |
2,0 |
2,7 |
|
4-12-4 |
2,4 |
2,1 |
2,0 |
2,7 |
|
4-15-4 |
2,2 |
2,0 |
2,0 |
2,7 |
|
4-20-4 |
2,2 |
2,0 |
2,0 |
2,7 |
|
Una lastra
con
trattamento
superficiale |
≤0,2 |
4-6-4 |
2,7 |
2,3 |
1,9 |
2,3 |
|
4-9-4 |
2,3 |
2,0 |
1,6 |
2,4 |
|
4-12-4 |
1,9 |
1,7 |
1,5 |
2,4 |
|
4-15-4 |
1,8 |
1,6 |
1,6 |
2,5 |
|
4-20-4 |
1,8 |
1,7 |
1,6 |
2,5 |
|
Una lastra
con
trattamento
superficiale |
≤0,1 |
4-6-4 |
2,6 |
2,2 |
1,7 |
2,1 |
|
4-9-4 |
2,1 |
1,7 |
1,3 |
2,2 |
|
4-12-4 |
1,8 |
1,5 |
1,3 |
2,3 |
|
4-15-4 |
1,6 |
1,4 |
1,3 |
2,3 |
|
4-20-4 |
1,6 |
1,4 |
1,3 |
2,3 |
|
Una lastra
con
trattamento
superficiale |
≤0,05 |
4-6-4 |
2,5 |
2,1 |
1,5 |
2,0 |
|
4-9-4 |
2,0 |
1,6 |
1,3 |
2,1 |
|
4-12-4 |
1,7 |
1,3 |
1,1 |
2,2 |
|
4-15-4 |
1,5 |
1,2 |
1,1 |
2,2 |
|
4-20-4 |
1,5 |
1,2 |
1,2 |
2,2 |
Vetrata
Normale in mm |
Tipo di gas nell’intercapedine
(concentrazione del gas ≥90%)
Aria Argon Krypton SF6
|
|
Doppie
vetrate |
Vetri senza
trattamento
superficiale
(vetro normale) |
0,89 |
4-6-4-6-4 |
2,3 |
2,1 |
1,8 |
2,0 |
|
4-9-4-9-4 |
2,0 |
1,9 |
1,7 |
2,0 |
|
4-12-4-12-4 |
1,9 |
1,8 |
1,6 |
2,0 |
|
Due lastre con
superficiale |
≤0,4 |
4-6-4-6-4 |
2,0 |
1,7 |
1,4 |
1,6 |
|
4-9-4-9-4 |
1,7 |
1,5 |
1,2 |
1,6 |
|
4-12-4-12-4 |
1,5 |
1,3 |
1,1 |
1,6 |
|
Due lastre con
trattamento
superficiale |
≤0,2 |
4-6-4-6-4 |
1,8 |
1,5 |
1,1 |
1,3 |
|
4-9-4-9-4 |
1,4 |
1,2 |
0,9 |
1,3 |
|
4-12-4-12-4 |
1,2 |
1,0 |
0,8 |
1,4 |
|
Due lastre con
trattamento
superficiale |
≤0,1 |
4-6-4-6-4 |
1,7 |
1,3 |
1,0 |
1,2 |
|
4-9-4-9-4 |
1,3 |
1,0 |
0,8 |
1,2 |
|
4-12-4-12-4 |
1,6 |
1,3 |
0,9 |
1,1 |
|
Due lastre con
trattamento
superficiale |
≤0,05 |
4-6-4-6-4 |
1,2 |
0,9 |
0,7 |
1,1 |
|
4-9-4-9-4 |
1,0 |
0,8 |
0,5 |
1,1 |
|
4-12-4-12-4 |
1,7 |
1,3 |
1,1 |
2,2 |
|
|
|
∆R
m²·K/W
all’aria all’aria
all’aria |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|

5)
Decreto attuativo dell’art. 4 commi 1 e 2 della legge 10/91
Decreto 27/07/2005 – G.U. 178 del 2
agosto 2005
Definisce i criteri, le tipologie
edilizie per incentivare l’uso razionale dell’energia.
È costituito da 9 articoli ed 1 allegato
che riporta le temperature esterne di progetto. In combinazione con il
decreto attuativo della direttiva sulla certificazione degli edifici la
Legge 10 risulta essere completata dopo 14 anni di esistenza. Verrà
abrogato con l’entrata in vigore del DL 192.
A)
IL DECRETO IN SINTESI
Il decreto riporta alcune varianti alla
struttura attuale del progetto in sintesi le proposte più importanti:
Art. 1:
si applica a edifici nuovi e da ristrutturare
Art. 2:
i comuni devono uniformare i regolamenti locali con norme che permettano
l’utilizzo delle fonti rinnovabili e che
consentano di schermare l’edificio nelle stagioni estive (es. corretta
esposizione, verande ecc.). Devono scorporare gli spessori maggiorati
da superfici e volumi utili.
Art. 3:
Nuove costruzioni
Minimizzare i consumi mediante livelli adeguati di materiali isolanti,
controllo sole, efficienza impianti.
Art. 4:
Nuove costruzioni (per tutte le tipologie di edifici)
Il progettista “deve” redigere una
relazione in cui si dimostrino le scelte di materiali e sistemi e della
loro “durabilità” nel tempo nel rispetto delle esigenze di risparmio
energetico. (Ad es. i materiali isolanti devono garantire il valore di
l
nel tempo!!). Deve essere calcolato il Cd dell’edificio e confrontato
con il valore limite da tab. 1 che risulta essere diminuito di circa il
10% dei valori in vigore. L’inerzia termica della parete viene
contabilizzata mediante un coefficiente che diminuisce il valore della
trasmittanza termica all’aumentare della massa frontale come da tab. 2.
(es. pareti con massa 400 Kg/m2 ottengono un bonus del 20%
sul valore della U, due esempi:
Muro in C.A.: 400 Kg/m2
18 cm
U = 3.70 W/m2 k
Uutile = 3,70 x 0,8 =
2,96
Muro
in laterizio: 400 Kg/m2 40 cm
U = 1,04 W/m2K
Uutile = 1,04 x 0,8 = 0,83)
Muri e solai superiori a 30 cm di spessore non vengono computati per
altezze max e distanze confini.
Art. 5:
Valori prescritti:
1. ventilazione 0,25 volumi/ora
2. Trasmittanza termica
Primo solaio + copertura U = 0,4
Tra ambienti autonomi U = 0,9
3. Serramenti U = 4,0 zone A/B/C
U = 2,8 zone
D/E/F
Art. 6:
il progettista deve verificare temperatura superficiale e condense
interne
Art. 7:
periodo estivo. Mantenere temperature interne adeguate senza
accendere
climatizzatori.
Utilizzare: pareti e tetti ventilati,
schermi mobili sui serramenti, vetri con trattamenti superficiali.
Il progettista “deve” calcolare
temperatura estiva nel locale più sfavorevole.
Art. 8:
Edifici da ristrutturare.
Incentivi con agevolazioni fiscali per
adeguare gli edifici esistenti al presente decreto intervenendo su:
-
copertura
-
solai
-
pareti esterne
-
finestre
-
impianti/ventilazione
-
pannelli solari
Art. 9:
Metodi di calcolo con norme in vigore.
Relazione da
consegnare con denunzia inizio lavori. Il Comune controlla a campione il
5% delle relazioni.
B)
COMMENTI GENERALI
1.
Vengono imposte le verifiche di condensa e di inerzia
2.
i valori dei Cd di tab. 1 sono stati ridotti del 10% rispetto ai
precedenti
3.
ventilazione dimezzata rispetto alla precedente
4.
valori di trasmittanza termica imposti per primo solaio, tetti,
finestre pari alla media di quanto riportato nella bozza di decreto per
la certificazione energetica
5.
imposizione di schermi mobili a tutte le finestre, di sistemi
costruttivi che sfruttino la radiazione solare in inverno
6.
pareti più spesse con compromesso fra spessore, inerzia,
isolamento termico mediante i coefficienti di tab. 2
C)
SCHEMA DI VERIFICA
DECRETO 27/07/2005
G.U. n. 178 del 2/08/2005
Cd
limite
da tab. 1 in funzione S/V
Cd’ = di calcolo utilizzando i valori di
U dei componenti
Nel caso di pareti e solai opachi la U
viene corretta con i coefficienti di tab. 2 in funzione della massa
superficiale.
Il valore di Cd si calcola con:
Cd = 
Q = potenza dispersa in W dall’edificio
verso l’esterno in regime stazionario
V = volume lordo in m3 delle
parti riscaldate
S = superficie in m2 che
delimita i volumi riscaldati
Ti = temperatura interna da
DPR 412
Te = temperatura esterna –
vedi allegato 1 Decreto 27/07/05
Zona climatica: in base ai gradi giorno
dell’allegato A – Vedi DPR 412 delle 6 zone in cui è suddiviso il
territorio nazionale
Per S/V fra 0,2 e 0,9 = interpolazione
fra gli estremi della zona
Per S/V
<
0,2 e >
0,9 si assumono sempre i valori corrispondenti a 0,2 e 0,9
Q = UA
D
T (W)
U = trasmittanza termica del componente
opaco o trasparente da calcolare rispettivamente con :
U = 

=
0,13 e =
0,04
U = 
A = area in m2 del componente
DT
= differenza di temperatura Ti – Te
Valori imposti:
1.
ventilazione ambienti: 0,25 V/h
2.
primo solaio – tetto U = 0,4
3.
pareti – solai interni U = 0,9
4.
finestre U = 4,0 A/B/C
2,8 D/E/F
5.
schermi mobili intercettare il 70% della irradiazione solare
max incidente sulla vetrata
6.
fatture luce di norma
>
0,02
7.
pareti opache esterne: U variabile in modo che Cd’
<
Cd
8.
spessori superiori a 30 cm di pareti e solai non sono considerati
9.
calcolo obbligatorio delle formazioni di condense superficiali ed
interne
10.
calcolo temperatura massima interna estiva
11.
calcolo della trasmittanza termica e inerzia termica
(attenuazioni e sfasamento di ogni componente)
NOTA: Si possono calcolare anche i Cd parziali, per superfici
omogenee, ovvero
C’dtrasparente e C’dopache
e quindi dedurne le trasmittanze limiti da utilizzare e quindi lo
spessore e la tipologia dei componenti mediante un calcolo a
ritroso.
I ponti termici possono essere quantificati calcolando il 15% del Cdlimite
e sommando tale percentuale al C’d di calcolo ottenendo così
il valore utile.
ALCUNI ESEMPI
Un edificio di 8/10 alloggi presenta in
media un volume di 2500 m3 con un rapporto S/V = 0,5 e
superficie vetrata/opaca = 0,20
Consideriamo dall’Allegato 1 del Decreto
due Comuni con temperatura esterna di progetto agli estremi limiti:
Bolzano Te1 = -15°C zona
climatica E
GG = 2791
Palermo Te2 = +5°C zona
climatica B
GG = 751
Il Decreto impone un Cd limite che
deriva dai calcoli riportati qui di seguito:
Cd limB = 0,446 per Bolzano
Cd limP = 0,674 per Palermo
1. Palermo
zona climatica B GG = 751 S/V=0,5
Calcolo Cd in relazione ai GG e S/V
|
|
G.G. |
|
S/V |
601 |
900 |
|
0,2 |
0,44 |
0,41 |
|
0,9 |
1,04 |
0,97 |
Cd1 =
+
0,41 = 0,425
Cd2 =
+
0,97 = 1,005
CdLim = Cd1+
.
(Cd2 – Cd1) =
= 0,425 +
.
(1,005 – 0,425) = 0,674
2. Bolzano
zona E GG = 2791 S/V=0,5
Calcolo Cd in relazione ai GG e S/V
|
|
G.G. |
|
S/V |
2101 |
3000 |
|
0,2 |
0,31 |
0,27 |
|
0,9 |
0,70 |
0,66 |
Cd1 =
+
0,27 = 0,279
Cd2 =
+
0,66 = 0,669
CdLim = Cd1+
.
(Cd2 – Cd1) = 0, 446
I valori di U di pareti e solai verso
l’esterno devono essere corretti in base alla tipologia costruttiva
ovvero alla massa frontale con i coefficienti di tab. 2:
V = 2500
m3
S/V =
0,5 S = 1250 m2
SV/SO = 0,2 SO =
1042m2 SV = 208 m2
S tetto=180 m2
S primo solaio=180 m2
S pareti=682 m2
SO = superfici opache
SV = superfici vetrate
Pareti laterali (15 + 10) 200
Kg/m2 Cm = 0,95
Solai (20 +
4) 300 Kg/m2 Cm = 0,88
U
pareti = 1,05
U solaio (primo e copertura) = =
0,45
U pareti
utile = 1,05 x 0,9 = 1.00
U solai utile =
…. X 0,88 = 0,4 (da art. 5)
U finestre Palermo
= 4
U finestre Bolzano
= 2,8
Relazione da utilizzare per il
calcolo:
Q =
S
US x
DT
Cd = 
Palermo
DT
= 20 – 5 = 15°C V = 2500 m3
Q = (Utetto Stetto
+ Uprimo solaio SPS + UPareti Spareti
+ Ufinestre SV) ΔT =
= (0,4 x 180 + 0,4x180 + 1 x 682
+ 4x208) 15 =
= (72 + 72 + 682 + 832) 15 =
24870 W
Cd = =
0,66 <
Cd limite O.K. verificato
Bolzano
D
= 20 – (-15) = 35°C V = 2500 m3
Q = (72 + 72 + 682 + 2,8 x 208) 35 =
49294
Cd = =
0,56 >
Cd limite Non verificato
Inserire muri con U = 0,5
Q = (72 + 72 + 682 + 2,8 x 208) 35 =
37359
Cd =
=
0,43
<
Cd lim O.K. verificato
NOTA: A Bolzano deve essere
introdotto un materiale isolante che dimezzi il valore di U se si
usasse la stessa tipologia di Palermo
D) VERIFICA INFLUENZA BONUS DELLA
MASSA
Caso estremo superiore
400 Kg/m2 – Cm = 0,80
C.A. 2.200 Kg/m3
densità
22 Kg/m2 cm massa
frontale
EPS 20 Kg/m3
densità
0,2 Kg/m2
cm massa frontale
Per
parete con 400 Kg/m2 18 cm di C.A.
U
= =
3,5
U calcolo = u x cm = 3,5 x 0,80 =
2,80
Du
= 3,5 - 2,80 = 0,7
quanto EPS serve x avere un
miglioramento della u di 0,7?
2,8 =

2,8 =

2,8 =
2,8
= 
(0,00991+5) 2,8 =
0,035 0,00991 + s = 0,0125
s = 0,00259 m /
0,259 cm
Caso estremo inferiore
100 Kg/m2 Cm = 0,98
Una parete con
massa di 100 kg/m2
è necessario
utilizzare uno spessore di C.A. pari a 4,5 cm
U = =
5,2
U calcolo = u x
cm = 5,2 x 0,98 = 5,1
Du = 5,2
– 5,1 = 0,1
Quanto EPS per
avere miglioramento di 0,1
Spessore
ridicolo
NOTA: Il coefficiente che tiene conto della inerzia riduce
l’influenza di isolamento di pochissimo. Quindi è importante per il
nostro settore cercare di abbassare i valori dei Cd limite o dei u
limite ancora troppo elevati.
ESEMPIO DI CALCOLO
VERIFICA ISOLAMENTO
TERMICO
1. EDIFICIO
Località:
G.G.=
T
esterna =
T interna =
Volume =
Superficie =
S/V =
2. Cd limite
Calcolo Cd1 e Cd2 limiti relativi a 0,2 / 0,9
Cd1 (x0,2) = Cd inf.
(Cd inf – Cd sup) x

Cd2 (x 0,9) = idem
Cd = Cd1 +
(Cd2
– Cd1)
3. Potenza dispersa
totale QT = Cd VDT
QT = Q opache
+ Q trasparenti
Q opache = Q T
- Q trasparenti
Qtrasp = Q T - Q opache
4. Calcolo spessore
Isolante
Q
trasp = UADT
4,0
Serramenti
u =
A = …………. m2
2,8
DT
= ……….. c
Q opache
= Q tot – Q trasp
Q opache
=
S
u A
DT
q =
=
…. W/m2
q = u
DT un
= =
…..valore necessario
5.
Calcolo serramento
Q trasp = Q0
– Q tot = …….
W
Q trasp =
u A
DT
U =
=
…………..w/m2K
Esempio
MILANO GG = 2404 Zona E
1. Edificio Testerna
= -5
T interna = 20°C
DT =
25°C AT = 574 m2 trasparenti
volume = 11709 m3
AO = 4767 m2 opache
superficie = 5341 m2
S/V = 0,46
Cd1 = 0,31 – (0,31-0,27)
=
0,30
Cd2 = 0,70 – (0,70-0,66)
=
0,69
Cdlim = 0,30 + .
(0,69-0,30)= 0,44
3. Potenza termica
totale
QTOT
= Cd lim x V x
DT
QTOT = QO + QT o
= opache T = trasparenti
QT = UA
DT
= 2,8 X 574 X 25 = 40180 W
QO = QTOT – QT = 128.799 – 40180 =
88619 W
QO =
S U . A .
DT
(W)
q= =
=
18,59 (w/m2)
ESEMPIO
Sostituzione
serramenti esterni
-
esempio di calcolo approssimato
-
appartamento in TORINO di 100 m2
-
zona climatica: E
-
gradi giorno(GG) 2617
-
superficie dei serramenti esterni 12 m2
Si ipotizzano
alcuni casi di sostituzione:
A: serramento legno
+ doppio vetro normale da 65 mm
B: serramento in
alluminio con taglio termico medio + doppio vetro normale
C: serramento in
alluminio non a taglio termico + doppio vetro normale
D: serramento PVC
tradizionale + vetro doppio normale
E: serramento PVC a
5 camere e vetro triplo bassa emissione con gas
I valori medi della
trasmittanza termica sono considerati i seguenti:
UA
= 2.0 W/m2K
UB
= 2,5 W/m2K
UC
= 5,0 W/m2K
UD
= 1,8 W/m2K
UE
= 0,9 W/m2K
Il consumo annuo di
energia al m2 è il seguente:
C = (U
x S x GG x 24 x 0,0036)/h
(MJ/m2)
dove:
U = trasmittanza
termica dell’elemento
S = superficie unitaria dell’elemento
GG = gradi giorno
h
= rendimento medio impianto = 0,85
Sostituendo i valori sopra riportati si
ottengono i consumi di energia per i 5 casi considerati per ogni m2
all’anno di serramento utilizzato.
CA = (2 x 1 x 2617 x 24 x
0,0036)/0,85 = 532 MJ/m2
CB = (2,5 x 1 x
2617 x 24 x 0,0036)/0,85 = 665 MJ/m2
CC = (5,0 x 1 x
2617 x 24 x 0,0036)/0,85 = 1330 MJ/m2
CD = (1,8 x 1 x
2617 x 24 x 0,0036)/0,85 = 478 MJ/m2
CE = (0,9 x 1 x
2617 x 24 x 0,0036)/0,85 = 239 MJ/m2
Ipotizziamo una vita media del
componente pari a 30 anni e consideriamo la reale superficie installata
ovvero S = 12 m2 otterremo per l’appartamento in esame un
consumo totale di energia in 30 anni di utilizzo:
CA = 532 x 30 x 12 = 191.520
MJ
CB = 665 x 30 x
12 = 239.400 MJ
CC = 1330 x 30 x 12
= 478.800 MJ
CD = 478 x 30 x 12
= 172.080 MJ
CE = 239 x 30 x 12
= 86.040 MJ
Viene considerato come combustibile di
riferimento il gas metano di città con potere calorifico inferiore
Hi gas = 39 MJ/m3
(nel caso fosse gasolio - Hi
gasolio = 42,6 MJ/Kg)
Il consumo di
combustibile (CC) sarà:
CC = 
Ovvero per i 5
casi:
CCA = = =
4911 m3
CCB = = =
6138 m3
CCC =
= =
12.277 m3
CCD =
=
=
4.412 m3
CCE = = =
2.206 m3
Sostituendo quindi un serramento in PVC
molto isolante con uno in legno tradizionale si ottiene un risparmio di
consumi in 30 anni a Torino nell’appartamento di 100 m2 di
CCA – CCE = 4911 –
2206 = 2705 m3
Se volessimo
calcolarlo per solo un anno:
CA = 532 x 12 = 6384 MJ/anno
CE = 239 x 12 = 2868 MJ/anno
CCA = =
164 m3 gas consumato
CCE = =
74 m3 gas consumato
D=
CCA – CCE = 164 – 74 = 90 m3 gas/anno
Costo attuale del gas = 0,6 €/m3
90 m3 x 0,6 = 54 €/anno
x 30 anni:
54 x 30 = 1620 €
ESEMPIO
Calcoli con DL
19/8/05
Tre tipologie di
edifici:
- villa
monofamiliare s/v = 0,89
- palazzina 4
piani s/v = 0,47
- edificio 10
piani s/v = 0,26
Quattro località
con differenti zone climatiche:
zona B: Palermo
GG 751
zona D: Firenze
GG 1821
zona E: Milano
GG 2404
Si ottengono i
seguenti valori limiti di FEP espressi in kwh/m² anno:
|
|
|
Zone climatiche |
|
Tipologia |
S/v |
B |
D
|
E |
|
Villetta |
0,89 |
51,96 |
99,08 |
104,14 |
|
Palazzina |
0,47 |
27,95 |
59,47 |
68,29 |
|
10 piani |
0,26 |
15,94 |
39,67 |
50,23 |
Imponendo quanto previsto dalle norme in
vigore ed utilizzando i valori di U di tab. 2/3/4 colonna 2009 si
ottengono valori di consumo FEP confrontabili con quelli limiti
|